— Grazia... mi strangoli.

— Non ora, — rispose il gigante, allargando il pugno.

— È necessario che tu parli prima, furfante. —

Gli tolse il kangiarro, ed il fucile lo depose dinanzi a sè, sull'erba, dicendogli con voce minacciosa:

— Un moto, una parola e ti accoppo con un pugno, e bada che con un pugno io un giorno ho ammazzato un cammello. Mi hai capito?

— Non sono sordo, signor Tabriz, — rispose Karaval con voce tremante.

Una voce in quel momento si alzò fra le erbe!

— L'hai preso? —

Era Hossein che si avanzava conducendo per la briglia il proprio cavallo, non che i due dei banditi.

— È in mia mano, signore — rispose il gigante — e non mi scapperà più, te l'assicuro. —