— Uscite! —

Si riadagiò sul cuscino di seta, riaccese il narghileh, con una calma più apparente che reale, poi fece scorrere con una feroce voluttà la sua famosa scimitarra di Damasco entro la guaina di marocchino laminato d'oro.

— La giustizia del beg sarà tremenda come un colpo di tuono, — mormorò.

Il galoppo d'un cavallo si udiva in quel momento distintamente.

Un terribile sorriso comparve sulle labbra del fiero beg.

— Eccolo! — mormorò.

Il cavallo si era fermato dinanzi alla vasta tenda ed un giovane, vestito tutto di seta bianca, ricamata in oro, con bottoni di turchese, era entrato, dicendo:

— Buona sera, padre. —

Era Abei.

Giah-Aghà piegò appena il capo e staccando dalle labbra il bocchino, chiese quasi con noncuranza: