— Padre! — esclamò con angoscia.
— Voltati! — urlò il beg. —
Abei girò il capo e mandò un grido.
Hussein, Tabriz e Karaval erano comparsi improvvisamente sulla porta della tenda.
— Li vedi? — ruggì il beg.
Con un rapido gesto sfoderò la scimitarra di Damasco. Un lampo brillò in aria ed Abei cadde colla testa quasi staccata dal busto.
— Ecco la vendetta del beg della steppa turchestana, — esclamo Giah-Aghà, con voce tuonante. — Hossein, sei vendicato. —
Karaval, spaventato, si era slanciato fuori dalla tenda, fuggendo a tutte gambe, temendo di subire l'egual sorte. Tabriz che lo teneva già d'occhio gli aveva tenuto dietro.
Due spari rimbombarono quasi subito, seguiti da un grido, poi il gigante ricomparve, tenendo in pugno due pistole ancora fumanti.
— Padrone, — disse, accostandosi a Hossein, che guardava con terrore il cadavere d'Abei, — tu avevi promessa salva la vita al bandito, ma io non avevo giurato nè su Maometto, nè su Alì, e l'ho ammazzato. Dei traditori ve ne sono perfino troppi nella steppa.