Quella corsa sfrenata durava solo da pochi minuti, quando Tabriz scorse sulla linea dell'orizzonte, che aveva cominciato un po' a rischiararsi, grandi ombre che si serravano rapidamente.
— Padrone! — disse. — Le Aquile sono dinanzi a noi. Guarda quella linea oscura che si muove laggiù. Si preparano a chiuderci il passo.
— Le Aquile! — esclamò Hossein, alzandosi sulle larghe staffe d'acciaio, per abbracciare maggior spazio.
— Sì, padrone, non m'inganno, io. —
Hossein mandò un vero ruggito:
— Quei miserabili sperano di arrestare il nipote di Agha beg!... Passeremo attraverso le loro fila come palle di cannone!... Fuori il kangiarro, Tabriz!
— L'ho già in mano, — rispose il gigante.
— Le briglie fra i denti e una pistola nella ventriera.
— È fatto.
— A tutta corsa!... Sfonderemo la loro linea.