— Non ne dubitare, signore. —

Giunti a cinquanta passi, una voce chiese improvvisamente:

— Chi vive? Fermatevi!...

— Amici della steppa, — rispose Hossein alzando il kangiar.

— Fermatevi!...

— Sì, aspetta un momento!... Aizza, Tabriz, e piombiamo addosso a quei miserabili. —

Un cavaliere si era staccato dalla linea e muoveva incontro a loro a piccolo trotto.

Hossein alzò la lunga pistola che aveva nella mano sinistra, mirò qualche istante, poi fece fuoco.

Il bandito, colpito in mezzo al petto dall'infallibile palla del giovane, allargò le braccia abbandonando le briglie e l'arcione e stramazzò pesantemente fra le erbe, mentre il suo cavallo, spaventato dal lampo e dalla detonazione, dopo d'aver spiccato un gran salto di fianco, si dava a precipitosa fuga attraverso alla steppa.

— Carica, Tabriz! — urlò il giovane. — Addosso a quei cani! —