— Sì, ed è anche morto. Vieni via di qui: le palle fioccano da tutte le parti. Occupiamoci della difesa.

— Hossein, non esporti ai loro fucili! — gridò Talmà, vedendo che stava per precipitarsi verso il parapetto della galleria.

— Non temo — rispose il giovane, liberandosi con dolce violenza dalle braccia di Talmà.

— Rifugiati nella tua stanza: non corriamo alcun pericolo per ora. —

La fanciulla fece un energico gesto di diniego.

— Sono la figlia d'un beg, — disse. — Ho anch'io nelle mie vene il sangue d'un guerriero.

Voglio sfidare le palle di quei miserabili al tuo fianco, mio valoroso Hossein. —

Il giovane guardò la fidanzata con orgoglio, poi disse:

— Come sei la più bella fanciulla della nostra steppa, sei anche la più ardita. Vieni, mia dolce Talmà, noi mostreremo alle Aquile come sanno combattere gli uomini del Caspio e le fanciulle dell'Aral. —

La prese per una mano e la trasse verso il muricciuolo dove i servi, inginocchiati, l'un presso l'altro, mantenevano un fuoco vivissimo contro i predoni, che tentavano di farsi sotto per dare la scalata alla casa.