— Deve essere Abei, — disse il beg, il cui udito ancora finissimo aveva raccolto un lontano galoppo.

Dopo alcuni minuti il vecchio vide un cavallo galoppare sfrenatamente verso la tenda, privo del cavaliere. Mandò un grido:

— Qui, Ader! —

Il destriero fece, senza fermarsi, il giro della tenda, forse per aver tempo di frenare lo slancio, poi andò a urtare Heggiaz con tanta violenza da cadere sulle ginocchia.

— Solo, torna solo senza Abei! — esclamò il beg, precipitandosi verso il cavallo. — Quale disgrazia è successa? È impossibile che sia caduto, lui che è pure un abilissimo cavaliere e Ader poi non avrebbe lasciato il suo padrone. —

Sollevò il cavallo e lo trasse entro la tenda, sotto la lampada. Con un solo sguardo si avvide che quel bellissimo animale, un farsistano come il suo, non aveva alcuna ferita.

Anche la bardatura era intatta, come quando era partito.

Il vecchio fece un gesto disperato.

— E non poter sapere nulla!... Abei scomparso, Hossein e Talmà in pericolo!... Che cosa fare?... Maledette Aquile, che il Profeta vi danni e che l'arsura non cessi di disseccare la vostra steppa della fame! —

Stette un momento immobile guardando, cogli occhi dilatati da una collera intensa, la pianura che il vento e le sabbie spazzavano, poi prese una risoluzione disperata: