L'uomo scomparve e poco dopo la pietra, che serviva di porta a quella casa, veniva spostata e parecchi Sarti uscivano, portando delle lampade, ma tenendo anche prudentemente nell'altra mano i moschetti armati.
— Tu, signore! — esclamò una voce con stupore.
— Voi dormite, mentre i banditi assalgono la casa della vostra padrona, — disse il beg. — Questo non è il momento di tenere gli occhi chiusi e le armi appese alla parete.
— La casa della principessa attaccata! — gridarono parecchie voci.
— Tacete e non perdete tempo. Radunate più combattenti che potete e seguitemi. Daremo a quelle maledette Aquile una terribile lezione. —
Altri uomini accorrevano da tutte le parti armati di fucili, di pistole, di cangiarri e di jatagan.
Udendo che le Aquile avevano assediato la casa della loro giovane signora, si dispersero come uno stormo di passeri per tornare poco dopo coi loro cavalli di battaglia.
— Quanti siete? — chiese il beg.
— Almeno in duecento, — rispose il più anziano della truppa.
— In sella e seguitemi. Giah Agha vi conduce. —