D'improvviso, i cavalli di Hossein, del vecchio beg, di Abei e di Tabriz, che erano giunti nel medesimo luogo ove Talmà era stata sbalzata di sella, a loro volta stramazzarono, scaraventando a destra ed a sinistra i loro cavalieri.
Gli altri, che giungevano in gruppo serrato, non fecero in tempo a frenarsi e andarono a catafascio fra una confusione indicibile.
Per alcuni minuti fu un dibattersi spaventevole di uomini e di cavalli, fra urla, bestemmie e nitriti: gli animali, spaventati, appena in piedi si davano a una corsa disperata attraverso la steppa, fuggendo in diverse direzioni; i cavalieri, sagrando, si alzavano, tastandosi le costole ammaccate.
Parecchi perdevano sangue dal naso, altri zoppicavano, avendo ricevuto dai cavalli dei calci poderosi. Grida ed imprecazioni s'incrociavano:
— Canaglie!...
— Banditi!...
— Ci hanno giuocati!...
— Hanno tese delle corde sotto le erbe!...
— Furfanti!...
— E scappano!...