— È dunque vero? — chiesero ad una voce Hossein ed Abei.

— Sì, miei cari ospiti; una forte colonna di moscoviti, comandata dal colonello Miklalosvky, con molta fanteria ed alcune sotnie di cosacchi, muove verso le due città, coll'ordine di prenderle d'assalto e di restituirle, domate, all'Emiro di Bukara. Tutti ne parlano nella steppa orientale e le informazioni che ho ricevute devono essere esatte.

— Allora noi non abbiamo tempo da perdere, signor Hossein, — disse Tabriz.

— Sì, se volete entrare in città prima che i russi la cingano d'assedio, — disse l'illiato. — Sono stanchi i vostri cavalli?

— Galoppano da stamane.

— Ne ho trecento intorno al campo, — proseguì il capo. — Scegliete i migliori e partite senza indugio o giungerete troppo tardi.

Per conto di chi è stata rapita la fanciulla?

— Del Beg Djura, sospettiamo, — disse Hossein.

Sagadska scosse il capo.

— Uhm! — fece poi. — Lui ed il bey di Schar hanno troppe faccende che pesano sulle loro spalle per ora. No, sarà per qualche altro, tuttavia non vi sarà difficile ritrovare la ragazza. Kitab è poco popolosa e Schar lo è meno ancora.