Volete un consiglio da amico?

— Parla, — disse Hossein.

— Rivolgetevi direttamente a Beg Djura, ditegli che sono io che vi mando e che se le sue cose andranno male, troverà sempre un rifugio fra le tribù degli Illiati.

Partite, amici e varcate al più presto l'Amu-Darja al guado d'Ispas, là dove i miei uomini raccolgono le rose.

Può darsi che da loro abbiate qualche notizia dei rapitori.

Venite a scegliere i cavalli: sono di buona razza e correranno meglio di quelli delle Aquile. —

CAPITOLO XII.
Il Traditore.

Era mezzanotte quando la truppa, montata su cavalli freschi, quasi tutti di razza persiana, lasciavano l'accampamento avviandosi verso l'Amu-Darja.

La notizia ormai pienamente confermata che un corpo russo scendeva da Samarcanda per cinger d'assedio Kitab, li spingeva ad affrettarsi, non avendo alcun desiderio di venire di buona o di cattiva voglia coinvolti in quella campagna, quantunque tutti, da veri turchestani, nutrissero un odio profondo contro quegli insaziabili conquistatori, che allungavano le loro poderose zampe d'orsi su tutta l'Asia centrale.

Sapevano per pratica come finivano sempre quelle guerriglie ed a quali orrori si esponevano i disgraziati insorti contro lo strapotente e barbaro nemico.