Tutte quelle carovane si dirigevano verso la frontiera occidentale, con una certa fretta che colpì Tabriz.
— Si direbbe che fuggano dinanzi a qualche pericolo, — disse il brav'uomo a Hossein. — Vediamo di che cosa si tratta. —
Spinse il cavallo verso un gruppo di turchi che scortavano un centinaio di cammelli e che guardavano sospettosamente la truppa d'Hossein, chiedendo spiegazioni.
— I russi, — gli fu risposto.
— Sono già intorno a Kitab?
— Non ancora, ma fra poco.
— Bisogna affrettarsi, — mormorò il gigante, tornando verso i suoi compagni. — Corriamo il pericolo di rimanere tagliati fuori dalla città. —
CAPITOLO XIII.
Kitab.
Non ostante gli sforzi prodigiosi compiuti dai cavalli e la fretta dei cavalieri, la notte li sorprese a una quarantina di chilometri da Kitab, nei dintorni del minuscolo e ormai deserto villaggio di Iskander.
Animali e uomini erano così sfiniti da quella marcia, che durava da quasi quarantotto ore, da rendere impossibile una maggiore avanzata.