— Occupiamo il caravanserraglio, innanzi tutto — disse a Hossein che lo interrogava collo sguardo. — Aspettiamo che si ristabilisca un po' di calma, prima di andare a far visita a Djura-Bey.
I russi non saranno così sciocchi di assalire la città, senza aver prima aperte delle brecce.
— Credi che non approffittino della fuga dei cavalieri del beg per dare subito l'assalto? — chiese il giovane.
— Kitab è bene fortificata, signore, ed i russi non devono ignorarlo.
Pel momento non vi è alcun pericolo.
— Cugino, — disse Abei, — se non ti spiace m'incarico io di andar a trovare il beg di Schaar, che è l'alleato di Djura. A me non potrà rifiutare il suo appoggio, avendo un debito di riconoscenza da saldare con mio padre.
— Me ne hai parlato una volta, — rispose Hossein. — Mi pare che tuo padre gli abbia un giorno salvata la vita.
— Sì, cugino.
— Se ne ricorderà ancora il beg?
— Glielo rammenterò io quel prezioso favore, e vedremo se oserà dimenticarsi di mio padre.