— Ho quattro compagni che mi aspettano presso la porta di Ravatak e tutti ben montati.

— Dov'è la fanciulla?

— Al sicuro, fra le montagne di Kasret Sultan Geb.

Affrettiamoci o resteremo anche noi assediati.

— Andiamo, — disse Abei. — Domani i russi assaliranno Kitab, succederà certo un massacro, Tabriz e Hossein difficilmente sfuggiranno alla morte... e Talmà sarà mia. —

Aveva messo il cavallo al trotto ed il bandito lo seguiva a piedi, correndo come un'antilope.

In quindici minuti Abei ed il bandito raggiunsero i gradini che si estendevano dietro l'alta muraglia, poi piegarono a dritta per arrivare alla porta che supponevano fosse ancora aperta.

Già la intravedevano, quando quattro cavalieri mossero loro incontro.

— Che cosa c'è? — chiese il bandito che si era fermato.

— Troppo tardi! — rispose uno dei cavalieri. — La porta è stata chiusa. —