— Non ne dubito.
— Il kangiarro fra i denti! Al galoppo! —
Il primo burrone non era che a mille metri dall'ultimo giardino. I cavalieri vi giunsero sopra a corsa sfrenata, ma nel momento di scendere il declivio videro sorgere una selva di baionette.
Era troppo tardi per arrestare i cavalli. La colonna passò di volata, atterrando quanti russi si trovavano sul suo passaggio, facendo fuoco colle pistole e maneggiando tremendamente gli affilatissimi kangiarri; trecento passi più innanzi si trovava un secondo burrone e fu da quello che partì una scarica così intensa e così micidiale da rovesciare più di metà dei cavalli.
— A terra! — gridò Hossein. — Tutti dietro i cavalli!... Fuoco nel burrone!... Da due parti! —
I Sarti ed i Shagrissiabs della scorta, quantunque in gran parte scavalcati, si erano gettati dietro gli animali, rispondendo con una scarica terribile.
Abei, approfittando della confusione, aveva fatto un cenno imperioso ai banditi di Hadgi.
— Qui, presso di me... non esponetevi... un colpo supremo... o non vi darò un tomano. —
Il volto del miserabile era diventato, in quel momento, lividissimo; però i suoi occhi mandavano lampi cupi.
Si era lasciato cadere dietro al suo cavallo, armando le sue due lunghe pistole. Non guardava i russi che si erano schierati sul margine dei due burroni e che si preparavano a fucilare i cinquanta cavalieri, bensì Hossein e Tabriz che stavano sdraiati dinanzi a lui, a pochi passi di distanza, riparati dietro i loro cavalli che avevano fatto coricare.