— Da' il comando, prima che i russi ci ammazzino o ci storpino tutti i cavalli. —
Il gigante stava per alzarsi, quando due nuove scariche rimbombarono dinanzi e dietro la scorta. I moscoviti avevano fatto fuoco dai due burroni e quella scarica fu disastrosissima per la scorta.
I cavalieri erano stramazzati, più di metà, per non più rialzarsi.
— A cavallo! — urlò Hossein, balzando in piedi. —
In quel momento un colpo di pistola rimbombò dietro di lui... e cadde sul proprio cavallo.
Tabriz si voltò, col kangiarro in pugno, digrignando i denti e urlando:
— Tradimento!... Tradi... —
Non potè finire. Un secondo sparo echeggiò a tre passi di distanza, confondendosi colle scariche dei russi e anche il gigante colpito al dorso, cadde a fianco del suo signore, mandando un vero ruggito di furore.
Aveva veduto la mano che gli aveva cacciato in corpo quel proiettile foderato di rame, come usano gli uomini della steppa.
Quasi nel medesimo istante una voce squillante aveva gridato: