— Già, il nipote del beg ci avrebbe promessi cinquecento tomani per fargli solamente sapere se suo cugino e Tabriz erano veramente morti. Se non volevi altro impiccio dovevi seguire Hadgi nella sua ritirata ed accontentarti dei dieci o dodici tomani che ti avrebbe dato per tanto lavoro, come si sono appagati quei due imbecilli che erano in nostra compagnia.
Karawal sa fare i propri affari.
Già, io sono uno stupido, — disse Dinar.
— Un cretino, anzi.
— Come vuoi, non me ne offendo. Io non ho la veste d'un uomo che un giorno diverrà il capo d'una banda di Aquile.
— È il mio sogno e, dovessi rinnegare Maometto, lo diverrò, — disse Karawal.
— Dunque dicevi?
— Che noi li seguiremo e che se l'Emiro li risparmia, i nostri kangiarri ripareranno l'errore.
— Con quel demonio di Tabriz!....
— Un buon colpo a tradimento e anche lui cadrà.