Hossein aveva gettato la testa indietro facendo un gesto di ribrezzo e mormorando:

— No.... Tabriz!....

— Bevi, mio signore, — rispose il gigante freddamente, accostandogli il braccio alle labbra. — Ti salvo! —

La sete del giovane doveva essere terribile, perchè accostò la bocca e bevette avidamente il sangue caldo che sgorgava dalla puntura.

— Bevi senza paura, mio signore, — diceva il gigante sorridendo. — Il mio corpo ne è ben fornito. —

Hossein ingoiò tre o quattro sorsi, poi si ritrasse.

— Grazie, mio fedele Tabriz, — mormorò. — M'hai ridata la vita.

— Ne hai abbastanza? —

Hossein fece col capo un cenno affermativo, poi cadde all'indietro come colpito da un improvviso torpore.

Il gigante si strappò un pezzo della manica, si fasciò strettamente la ferita, d'altronde piccolissima, gettò sul padrone uno sguardo soddisfatto, poi si alzò, mormorando: