— Che puzzerà di selvatico, — rispose Hossein.
— Se mangiamo le gazzelle e gli onagri, possiamo piantare i denti anche su questa bestia, purchè il maschio non venga a protestare.
— Hai un bell'appetito tu, Tabriz?
— Più sete che fame, signore. Ho la gola arsa.
— L'acqua non è lontana...
— E i piccini, signore.
— Fuori il kangiarro.
— Sono pronto a spaccare il muso all'once, — disse il gigante, sfoderando l'arma. — Se viene avrà il suo conto. —
Respinsero coi piedi il cadavere della belva e s'inoltrarono risolutamente verso la macchia d'astragalli, in mezzo alla quale scorreva il rivoletto d'acqua che in nessuna altra parte dell'oasi avevano trovato.
Il maschio pareva che fosse scomparso, giacchè in mezzo al verde cupo del fogliame non si scorgeva il suo mantello biancastro. Tuttavia i due turchestani procedevano con precauzione, tenendo le pistole pronte ed i kangiarri snudati, ben decisi a consumare le ultime quattro cariche in caso di pericolo.