Ecco l'assedio, disse Karaval. — Questo è peggiore forse di quello di Kitab, perchè mi è impossibile muovermi.
— Che cosa fanno il nipote del beg e Tabriz? Che si siano nuovamente addormentati? Quelli non sono uomini da camminare su queste sabbie.
Dunque signor ghepardo, che cosa facciamo? Una partita a pugni contro le vostre unghie vi assicuro che non l'accetterò mai. —
La belva, quasi l'avesse compreso, gli soffiò contro, dimenando la testa e raggrinzando il naso.
A un certo momento fece un salto aguzzando gli occhi.
— Ha udito qualche rumore, — disse Karaval. — Che siano il nipote del beg e Tabriz che si avvicinano? Sarebbe già tempo. —
Il ghepardo continuava ad ascoltare, dando segni evidenti d'inquietudine. Ad un tratto spiccò un secondo salto evitando d'internarsi nel cespuglio, ma subito risuonarono due detonazioni, una a breve distanza dall'altra.
Karaval lo vide ripiegarsi due volte su sè stesso, poi allungarsi senza fare più alcun moto.
— Grazie, miei signori! — gridò il bandito attraversando velocemente lo stagno e salendo la riva. — Mi trovate fresco come una rosa e anche ben bagnato.
— E con quanta paura indosso? — chiese Hossein, comparendo assieme a Tabriz, colle pistole ancora fumanti in mano.