— Noi siamo ospiti di questi pescatori e non avrete nulla da temere da parte loro. Sono brava gente.

— Acconsentono a farci attraversare il fiume? — chiese Hossein.

— Sì, signore, non prima di domani mattina però, essendo ora occupati alla pesca della garitsa. E poi per trovare un approdo, noi siamo costretti a discendere il fiume per parecchie miglia, essendo qui la riva opposta tagliata a picco per un lunghissimo tratto e troppo pericolosa.

— Ce n'eravamo accorti, — disse Tabriz.

— Vi è una zona petrolifera al di là delle rocce. Imbarcatevi, signori, e assisterete ad una pesca divertente.

— A ventre vuoto?

— Ho pensato a voi: vi è sotto la prora un canestro con pesci arrostiti e gallette di maiz, nonchè un fiasco di kumis e anche delle pipe. —

Balzarono nella barca che era la più lunga di tutte e si sedettero a prora, mentre i pescatori prendevano subito il largo ridiscendendo la corrente.

— Dimmi un po', loutis, — disse Tabriz, che aveva subito dato l'assalto al canestro.

— Che cosa fanno quegli uccelli che si tengono ritti sul bordo e che non sono legati?