— E queste, signore? — disse il gigante, levando le due a doppia canna, che portava alla cintura il prigioniero.

— Quattro palle valgono ancora qualche cosa, quando si sanno mandare all'indirizzo giusto.

Vengano!... Ah!.... I birbanti!...

E quel cane di loutis diceva che questo era un villaggio di pescatori!... Non morrò contento se non gli mangerò il cervello per lo meno. —

Due dozzine di usbeki erano comparsi a breve distanza dalla casupola, armati non solo di pistole e di armi bianche, bensì anche di moschettoni.

Li guidava un uomo piuttosto attempato, d'aspetto imponente, che portava sul capo il turbante verde, il distintivo degli uomini che hanno compiuto il pellegrinaggio alla Mecca e che perciò hanno il diritto di essere considerati come una specie di santoni.

— Chi sarà quel brutto muso? — si chiese Tabriz, che lo spiava attraverso il vano lasciato fra la sommità della tavola e la volta della porta. — Non sarà il tuo turbante verde che ti salverà dalle palle della pistola di questo imbecille.

Padrone, sei pronto? Qui si tratta di difendere la pelle e la nostra libertà.

— Li aspetto, — rispose semplicemente Hossein, che si era inginocchiato dietro alla tavola.

Cerchiamo di dare una buona lezione a questi furfanti. —