Guarda i bukari tu, signore, mentre io frugo. —

Nella stanza non vi erano che alcune casse addossate alle pareti ed un vecchio cofano tarlato su cui trovavasi un pagliericcio che doveva servire da letto al proprietario della casupola.

Tabriz aprì le une e l'altro e fu tanto fortunato da trovare una mezza dozzina di gallette di maiz, nonchè una terrina di pesci già cucinati e conservati nel grasso di cammello.

— E vi è anche lì in quell'angolo un fiasco di kumis, — disse il brav'uomo, fregandosi le mani. — Per un paio di giorni i viveri sono assicurati ed in quarant'otto ore possono succedere molte cose.

Padrone, si degnano mostrarsi?

— Non vedo nessuno, Tabriz, — rispose Hossein. — Si direbbe che hanno abbandanato il villaggio.

Che se ne siano proprio andati? —

Il gigante non rispose. Il giovane, non ottenendo risposta, si volse e vide Tabriz curvo verso una delle quattro pareti, che rimuoveva una tavola di quercia che era incastrata nel fango.

— Che cosa cerchi? — chiese Hossein.

— Dietro questa tavola vi deve essere qualche cosa, — rispose il gigante. — Resiste!... Eh cederà alle mie braccia!... —