— Tuttociò che ti hanno narrato questi uomini, o beg, è vero e lo giuro su Maometto e su Alì, — disse il miserabile. — Io sono stato assoldato da tuo nipote Abei, per assassinarli nel caso che i due colpi di pistola non li avessero finiti o di consegnarli all'Emiro di Bukara.
Abei mi ha dato cento tomani, da dividerli con un mio compagno, che Tabriz ha ucciso nella steppa.
Fa' portare qui il Corano ed io giurerò, se vuoi, sul libro sacro. —
Un grido rauco, che rassomigliava all'urlo strozzato d'una belva in furore, era sfuggito dalle labbra del beg.
— Basta, — disse. — Ho troppe prove. D'altronde dubitava. —
Poi, slanciandosi verso Hossein e serrandoselo con frenesia fra le braccia, gli disse:
— Allah sia ringraziato! Tu avrai giustizia! —
Con un gesto maestoso si volse verso il maggiordomo che stava fermo sulla porta della tenda, dicendogli:
— Recati subito alla casa di Talmà e fa' venire qui immediatamente Abei.
— È inutile, signore, — rispose il maggiordomo. — Odo il galoppo del suo cavallo.