— Che non facciano più uso dei loro fucili. Potrebbero ancora colpirci.

— Vorranno prenderci vivi.

— Infatti quando siamo passati attraverso a loro, hanno sparato ai nostri cavalli, piuttosto che su noi. Le palle rasentavano le erbe della steppa.

— E noi approfitteremo di questa loro misteriosa magnanimità per far strage dei loro corpi. Ah!... Un'altra scarica!... Quei cani spingono l'assalto.

— Spingi il tuo cavallo.

— Vola come un falco.

A quella seconda scarica altre erano successe subito dopo. Le Aquile della steppa dovevano avere trovata una forte resistenza da parte dei servi di Talmà e fors'anche da parte dei Sarti, che occupavano il villaggio.

Le detonazioni risuonavano sempre più vicine.

I due valorosi, curvi sulla sella, col kangiarro in mano, spiavano ansiosamente l'orizzonte. Una estrema ansietà si era impadronita di entrambi e sul loro viso si leggeva una collera intensa.

— Talmà, vengo! — ripeteva Hossein. — Resisti, ancora pochi minuti. L'uomo che ami sta per giungere. —