— Lascia liberi i nostri khorassani — disse il giovane Tabriz. — Sapranno ritrovare la nostra tenda anche senza di noi. Non voglio che i banditi li vedano. —
Il gigante tolse le briglie ed il morso, onde fossero maggiormente liberi, poi sferrò loro due poderosi calci.
I due khorassani, non abituati a quel brutale trattamento, s'impennarono violentemente, poi partirono ventre a terra, scomparendo ben presto fra le tenebre.
— Se ne sono andati, padrone, — disse il gigante.
— Sali sulla cinta e aiutami.
— Un momento, padrone. Bisognerebbe avvertire i difensori della casa, se no, credendoci Aquile, ci prenderanno a fucilate.
— È vero, — rispose il giovane a cui batteva forte il cuore. — Come fare? —
Hossein stava per rispondere, quando un'ombra umana comparve sul terrazzo sovrastante la casa.
— Amici! — gridò Hossein, mentre dalla parte opposta rimbombava una scarica. — Sono il figlio del beg Agha. Non fare fuoco. —
L'uomo che aveva già puntato il fucile, avendoli oramai scorti, abbassò l'arma.