La detonazione s'era appena spenta, che si videro degli sprazzi di luce attraverso le feritoie, poi s'udirono delle grida partire da diverse case.
Un uomo era comparso sulla cima del terrazzo, armato d'un fucile e munito d'una torcia.
— All'armi Sarti! — urlò con voce tuonante. — Le Aquile della steppa!
— Taci, cornacchia! — gridò il vecchio. — Invece di strepitare a codesto modo scendi e raccogli tutti i tuoi uomini.
— Chi sei?
— Giah Agha beg. —
L'uomo scomparve e poco dopo la pietra, che serviva di porta a quella casa, veniva spostata e parecchi Sarti uscivano, portando delle lampade, ma tenendo anche prudentemente nell'altra mano i moschetti armati.
— Tu, signore! — esclamò una voce con stupore.
— Voi dormite, mentre i banditi assalgono la casa della vostra padrona, — disse il beg. — Questo non è il momento di tenere gli occhi chiusi e le armi appese alla parete.
— La casa della principessa attaccata! — gridarono parecchie voci.