— Tacete e non perdete tempo. Radunate più combattenti che potete e seguitemi. Daremo a quelle maledette Aquile una terribile lezione. —

Altri uomini accorrevano da tutte le parti armati di fucili, di pistole, di cangiarri e di jatagan.

Udendo che le Aquile avevano assediato la casa della loro giovane signora, si dispersero come uno stormo di passeri per tornare poco dopo coi loro cavalli di battaglia.

— Quanti siete? — chiese il beg.

— Almeno in duecento, — rispose il più anziano della truppa.

— In sella e seguitemi. Giah Agha vi conduce. —

La fama del vecchio guerriero era troppo nota nella steppa.

I Sarti, che sono d'altronde valenti soldati, vivendo in continua guerra colle orde dei Kirghisi e degli Usbechi, quegli eterni scorridori della grande pianura turanica, in un lampo furono tutti a cavallo ed il plotone lasciò la piazza, mentre le loro donne ed i vecchi che erano pure usciti, gridavano loro dietro:

— Tornate vincitori! —

Ed il mullah del villaggio, salito sul suo piccolo minareto mezzo diroccato, urlava a squarciagola: