— Chi chiama?.

— Aiuto!

— Veniamo: abbiate pazienza un momento.

— Aiuto!...

Tabriz si lasciò sfuggire un grido.

— È la voce di Abei! — esclamò. — Che io abbia avuto tanta fortuna? —

Quel grido era partito fra mezzo un altro gruppo di canne, costeggiante uno stagno con le erbe circostanti che quasi interamente coprivano.

Tabriz discese da cavallo, subito imitato dal nuker ed entrambi si diressero con precauzione verso le piante acquatiche.

— Sei tu signore? — chiese il gigante — aprendo le canne coll'archibugio.

— Non m'inganno io! — esclamò la voce che aveva chiamato aiuto. — È Tabriz che mi parla! —