Il turcomanno s'avanzò rapidamente e scoprì, in mezzo alle piante, il nipote del beg colle gambe e le braccia legate da solide corregge.
— Che cosa fai costì, mio signore? — chiese il gigante.
— Vedi bene che sono legato, — rispose Abei, che pareva o fingeva di essere arrabbiato.
— Ti hanno sorpreso le Aquile, signore?
— Vuoi che mi sia legato da me?
Tabriz estrasse il kangiarro ed in pochi colpi recise le corregge, non senza notare però che i nodi erano così poco stretti da poterli allargare con un piccolo sforzo.
— Sono sei ore che mi trovo qui — disse Abei saltando lestamente in piedi. — Potevi giungere ben prima.
— Avevamo da difendere Talmà, signore, — disse Tabriz — e quelle maledette Aquile ci hanno tenuto occupati fino all'alba.
— L'hanno portata via?
— Chi?...