La carovana si sarà già messa in viaggio ed i regali di nozze non mancheranno al momento opportuno.
— Conducetemi un cavallo — proseguì Tabriz, volgendosi verso la scorta.
Un sarto s'avanzò e balzò a terra dinanzi ad Abei dicendogli:
— Lunga vita al nipote del grande beg. Ecco il mio cavallo signore. —
Abei salì in sella senza parlare, mentre il Sarto montava dietro ad uno dei suoi compagni; poi il drappello partì al galoppo, tornando, innanzi a tutto, verso la tenda per smontarla e trasportarla alla casa di Talmà e prendere i cavalli che dovevano già essere ritornati.
Abei non aveva più aperto bocca. Pareva in preda a tetri pensieri e punto soddisfatto di quanto era accaduto durante la notte. Di quando in quando la profonda ruga ricompariva sulla sua fronte e il suo viso già poco simpatico assumeva un aspetto bruttissimo.
— Signore, — gli disse ad un certo momento Tabriz, — si direbbe che tu sei molto incollerito.
— È vero, — rispose il nipote del beg. — L'ho con quelle dannate Aquile e poi vi è un pensiero che mi turba.
— Quale?
— Vorrei sapere chi le ha spinte a tentare questo colpo di mano e per conto di chi hanno agito.