— Ebbene, Garcia? — chiese il portoghese.

— Io dico signore, che queste piante sono di ferro e che non riusciremo mai ad abbatterle.

Alvaro passò ad un altro albero e si diede a menare colpi furiosi non riuscendo ad altro che ad intaccare a malapena la corteccia.

— Io ho udito parlare vagamente di certi alberi duri come rocce che crescono in America, — disse, asciugandosi il sudore che gli colava abbondantemente in seguito a quegli sforzi erculei. — Che questi appartengano a quella specie?

Non si era ingannato. Le poche piante che erano spuntate sull’isolotto erano quei famosi pao de ferro che hanno reso celebri certe foreste del Brasile e dell’Amazzonia, duri come se le loro fibre fossero di ferro, che sfidano le scuri meglio affilate e che sono così pesanti da non poter galleggiare.

Anche se i naufraghi fossero riusciti ad abbatterli, non ne avrebbero cavato alcun vantaggio e avrebbero perduto inutilmente il loro tempo.

— Signore, — disse il mozzo, — non se ne farà nulla. È inutile che guastate la nostra scure e che sprecate le vostre forze.

— Dovremo dunque rimanere prigionieri su questo pezzo di terra? — si chiese Alvaro.

— Se potessimo ripescare la nostra scialuppa?

— Chissà dove sarà andata a finire. Queste acque non sono assolutamente immobili.