— Lo sapremo presto, — rispose Diaz che ascoltava attentamente.

— Che possano essere i vostri?

— I Tupinambi? No, è impossibile! Ancora ieri gli Eimuri mi davano la caccia, dunque finchè non si ritireranno nelle loro selve, nessun indiano della mia tribù avrà osato tornare.

E poi so che sono fuggiti verso l’ovest e non già verso il mare.

— Così terribili sono questi Eimuri?

— Somigliano più alle belve che agli uomini e nulla risparmiano sul loro passaggio.

— Da dove vengono?

— Dalle regioni meridionali. Spinti chissà da quali bisogni, di quando in quando emigrano verso i paesi più ricchi, tutto distruggendo e nessuno ha mai saputo vincerli. Il loro solo nome sparge un tale terrore, che anche le tribù più valorose piuttosto che affrontarli preferiscono fuggire, lasciando i villaggi e le piantagioni indifese.

— Eppure sono uomini.

— Chi lo sa? — rispose il marinaio di Solis. — So che camminano come le belve, colle mani e coi piedi.