— Avete mai udito a parlare delle piante sagù?

— Di quelle che contengono, racchiusa nel tronco, una fecola buonissima che serve a fare una specie di pane?

— Sì, signor Viana. E queste carnahuba al pari di quelle preziose piante che crescono nelle isole dell’oceano Indiano, contengono pure una farina simile e non meno nutritiva.

— Sicchè qui si potrebbe fare a meno del frumento?

— Che d’altronde crescerebbe enormemente senza dare chicchi, — disse Diaz. — Ma oltre la gomma e la fecola dà altre cose la carnahuba.

— Delle vesti forse?

— Delle candele signore.

— Scherzate, Diaz?

— No signore e me ne sono fabbricate molte anch’io. Si raccolgono le foglie, si seccano e si trova allora su di esse una specie di cera che unita con un po’ di grasso animale, serve benissimo alla illuminazione.

Perfino le radici di queste piante sono utili, ricavandosi una tisana che serve ottimamente per purgare il sangue. Ah! Ecco un altro guado e migliore dell’altro. Non v’è che un metro d’acqua.