— Non fermiamoci, signore, — rispose Diaz. — Approfittiamo per frapporre fra noi e quelle canaglie il maggior spazio possibile.

Corrono come cervi e quando avranno costruito un ponte, ci daranno una caccia furiosa, senza lasciarci un momento di tregua.

— Il ponte non l’hanno ancora costruito.

— Lo faranno, non dubitate. Si sono cacciati in testa di prendermi e non mi lascieranno, ve lo assicuro.

Gambe, signore e avanti finchè avremo forza.

— Briganti! — esclamò Alvaro che era di assai cattivo umore. — Potevano giungere a pranzo finito! —

Ripresero la corsa, inoltrandosi sempre più nell’interminabile foresta la quale diventava sempre più folta e più selvaggia e la continuarono fino a che si sentirono incapaci di fare un passo più innanzi.

Tutti tre, specialmente il mozzo, erano completamente esausti.

— Prendiamo un po’ di riposo e consigliamoci, — disse Alvaro. — Abbiamo percorso una mezza dozzina di miglia e forse gli Eimuri non sono ancora riusciti a costruirsi il ponte ed a valicare il fiume.

Non devono essere troppo abili in simili costruzioni quei bruti. Che cosa ne dite, Diaz?