— Che pel momento siamo al sicuro, — rispose il marinaio. — Il fiume è largo e un albero di quaranta o cinquanta metri non si abbatte facilmente con delle scuri di pietra o di conchiglia.

Però domani o questa sera saranno qui di certo.

— E siamo ancora lontani dai villaggi dei Tupinambi?

— Almeno sei o sette giorni di marcia, dovendo noi descrivere un lungo giro per evitare l’incontro col grosso degli Eimuri.

— Diavolo! — esclamò Alvaro. — Sette giorni e di fuga continua! Potremo noi resistere?

— Sarà necessario, se non amate meglio farvi divorare, — disse il marinaio.

— Non potete trovare qualche altro rifugio?

— Un rifugio! Uhm! Sarà un po’ difficile e poi, sarebbe sicuro? Quei dannati selvaggi, quando si attaccano ad una pista, non la lasciano più.

Sono più abili dei cani. Bisognerebbe trovare un altro fiume o meglio ancora una palude od una savana sommersa.

Io non conosco il paese che ora percorriamo o meglio la foresta, ma può darsi che da un momento all’altro ci troviamo dinanzi a dell’acqua.