Signor Viana, ripartiamo.
— Mille bombe! Ancora?
— Ho corso per undici giorni e con pochissimi riposi, sempre inseguito. Se le mie gambe avessero ceduto o sarei a quest’ora un pyaie degli Eimuri o già digerito dopo d’essere stato più o meno arrosolato su una graticola.
— Diaz! Mi fate venire i brividi! — esclamò Alvaro.
— Che vi daranno la forza di fuggire, — rispose il marinaio, sorridendo.
— Lasciateci almeno il tempo di assaggiare il nostro arrosto. Mi libererò almeno d’un peso inutile.
— E la mia testuggine? — chiese il mozzo.
— Serbiamola per domani, — rispose Diaz. — Non avremo più il tempo di cacciare.
— Su, sbrighiamoci! La frittura di formiche non è già un piatto forte per degli uomini che sono costretti a far lavorare le gambe. —
Affamati come erano, essendo stati costretti ad interrompere il pranzo in sul principio, non impiegarono molto a far scomparire l’arrosto e le tre o quattro gallette che avevano avuto il tempo di raccogliere.