— Ed io non meno di te, ragazzo mio, — rispose Alvaro. — Speriamo che la sua esplorazione non duri molto e che possa trovare un isolotto che ci regga.

— Lo aspetteremo svegli?

— Approfittiamo per dormire invece, — rispose Alvaro. — Tu non devi essere meno stanco di me.

— Non posso tenere quasi più gli occhi aperti.

— Gli Eimuri non ci inquieteranno, almeno per questa notte. Coricati presso di me e dormi. —

Alvaro stava per imitarlo quando la sua attenzione fu attirata da alcuni grossi volatili che venivano dalla parte della savana e che svolazzavano intorno all’albero sotto il cui fogliame si era sdraiato.

Che razza di volatili sono? — si chiese. — Non ne ho mai veduti di così grossi eppure devono essere dei pipistrelli. —

Ne avevano infatti le forme, ma erano ben più grossi di quelli europei. Le loro ali, riunite, non dovevano misurare meno di ottanta centimetri ed il loro corpo per lo meno venti.

Se il portoghese avesse conosciuto un po’ meglio il Brasile, si sarebbe ben guardato dall’addormentarsi, malgrado la sua estrema stanchezza.

Non sapendo quanto erano pericolosi quei volatili, non ci fece caso e si appoggiò al tronco dell’albero socchiudendo gli occhi.