— Diaz!

— Sì, si chiamava così il mio padrone, — rispose il ragazzo. — Mi ricordo d’averlo udito più volte a dire: Ah! Povero Diaz!

— Dunque tu sei un tupinambo.

— Sì, signore.

— Ti hanno fatto prigioniero gli Eimuri?

— E m’ingrasseranno per mangiarmi, — disse il ragazzo senza manifestare alcuna apprensione.

— E noi? Che cosa ne faranno di noi?

— Siete fortunati voi, signore. Gli Eimuri non hanno per ora alcuna intenzione di divorarvi.

— Sai perchè inseguivano il tuo padrone?

— Sì, per farne un pyaie. Quello degli Eimuri è morto e bisogna surrogarlo. —