Era un bel giovanotto, dall’aspetto svegliato, cogli occhi nerissimi ed intelligenti e che sembrava appartenesse ad un altra razza.
Ed infatti aveva la pelle assai più chiara di quella del capo, i lineamenti più fini, i capelli più morbidi ed i tratti del viso più regolari.
Il capo gli rivolse alcune parole aggrottando parecchie volte la fronte e facendo qualche gesto di minaccia, poi gli indicò Alvaro.
Con grande stupore, il portoghese udì il ragazzo a dire:
— Señor.....
Alvaro e Garcia si erano guardati l’un l’altro, domandandosi per la seconda volta se sognavano o se erano veramente desti.
Un selvaggio brasiliano che parlava lo spagnuolo, mentre gli spagnuoli non avevano mai messo piede su quell’immenso territorio, era una cosa strabiliante, assolutamente incredibile.
— Signore, — riprese il ragazzo. — Il capo degli Eimuri vi ha parlato e si mostra adirato perchè voi non avete risposto alle sue domande.
— Chi ti ha insegnato a parlare la lingua degli uomini bianchi? — chiese Alvaro che non si era ancora rimesso dalla sorpresa.
— Il pyaie della mia tribù.