— È molto grosso?

— Quanto il vostro corpo.

— È lungo molto?

— Il doppio d’un sucuriù e d’una voracità estrema. È già il sesto indiano che divora.

— Che cosa sarà dunque?

— Un liboia, signore.

— Ha qualche tana in questa foresta?

— Si tiene sempre sugli alberi, anzi quando saremo più innanzi, vi consiglio di guardare sempre in aria. —

Ha l’abitudine di attortigliarsi intorno a qualche grosso ramo e di lasciarsi cadere di colpo addosso alla preda.

— Mi guarderò, — disse Alvaro. — E tu Garcia, sta sempre presso di me giacchè sono più che convinto che nel momento del pericolo questi valorosi scapperanno come un branco di conigli.