— E noi ne approfitteremo, è vero signor Alvaro?
— Per fuggire dalla parte opposta, — rispose il portoghese. — Non ci lascieremo sfuggire una così bella occasione. —
In quell’istante il capo, che seguiva quattro dei suoi incaricati ad aprire il passaggio, fece un cenno colla mano.
— Che cosa c’è? — chiese Alvaro al ragazzo indiano.
— Il capo vi avverte che siamo sul luogo ove il rettile è stato veduto e vi consiglia di guardare attentamente gli alberi sotto i quali passerete.
— I miei occhi sono buoni e un serpente di tale mole si scorgerà facilmente.
— Non sempre, signore, potendosi scambiare facilmente per un ramo, in causa della tinta verde cupa del suo dorso. —
Gl’indiani avevano rallentato il passo e non abbattevano più le liane onde il rettile non si spaventasse e fuggisse passando d’albero in albero.
Le scostavano con precauzione o le alzavano finchè i due pyaie erano passati, lasciandole poi ricadere.
Ogni dieci o dodici passi poi si fermavano, guardando attentamente fra le foglie immense delle piante e mettendosi poi in ascolto.