— Vorreste tornare là dove avete ferito o ucciso quel terribile rettile?

— Certo, Garcia. Mi preme assai accertarmi se il capo è vivo o morto.

Se il liboia, come spero, lo ha stritolato, per un po’ di tempo nulla avremo da temere da parte della tribù.

Diaz mi ha narrato che i selvaggi privi del loro capo nulla sanno intraprendere finchè non ne nominano un altro e che la scelta va per le lunghe. Se l’Eimuro è sfuggito incolume alla stretta del liboia non si ammetterà facilmente la nostra morte.

Era eccessivamente sospettoso quell’uomo e ci teneva troppo ad avere due pyaie bianchi e sopratutto all’Uomo di fuoco.

— Quando torneremo?

— Aspettiamo che la luna si alzi e che rischiari un po’ questa foresta.

Se non m’inganno deve spuntare verso la mezzanotte, abbiamo quindi tempo per riposarci.

Se vuoi dormire qualche ora approfitta, ragazzo mio; alla tua età si ama sempre il sonno.

— Grazie, signore, — rispose Garcia sdraiandosi dietro una di quelle enormi radici. — Poi vi surrogherò nella guardia. —