— Sì e che produce un succo resinoso che arde con molto profumo e che serve ottimamente di balsamo alle ferite.
Oh! Ne troveremo, non essendo quelle piante rare, anzi tutt’altro.
— Non credevo che questi antropofagi si occupassero di medicina.
— Signor Alvaro, — disse il marinaio, che si era alzato a sedere. — Mi avete trasportato lontano dalla radura dove il capo degli Eimuri era stato preso dal liboia?
— Che cosa ne sapete voi, Diaz? — chiese Alvaro stupito.
— Ho assistito a quella scena, dall’alto d’un albero ed ho anche ammirato assai il vostro coraggio, — rispose Diaz sorridendo. — Senza di voi il capo poteva considerarsi un uomo morto.
— Ma voi dunque.....
— Non vi avevo abbandonato, anzi cercavo l’occasione propizia per strapparvi agli Eimuri.
Non trovandovi più, al ritorno dalla mia esplorazione, sulle rive della savana sommersa, m’immaginai subito che gli Eimuri vi avessero sorpresi e rapiti.
Mi riuscì facile scoprire le tracce dei selvaggi e le seguii fino nei pressi del villaggio, nondimeno l’occasione per farvi fuggire non si presentava.