— Andiamo a vedere, Garcia. Tu sai che la carne delle scimmie non è poi cattiva. —
Le grida continuavano sempre più stridenti, coprendo gli schiamazzi dei pappagalli e le note squillanti delle arà.
— Eske! Eske!
— Sì, sono scimmie, — disse Alvaro che aveva già raggiunto il margine della foresta. — Le vedi lassù, su quella pianta che lancia i suoi rami quasi orizzontalmente.
— Sì, le vedo.
— Sarei curioso di sapere perchè urlano tanto. Non ti sembrano spaventate?
— Sì, signor Alvaro. Non vedete come guardano abbasso e come cercano di spingersi verso i rami più alti? Qualcuno deve minacciarle.
— Il dito sul grilletto del fucile, — ragazzo mio. — L’animale che minaccia quelle scimmie potrebbe prendersela anche con noi.
Avanziamoci adagio ed in silenzio. —
Fra i rami d’una massaranduba, cinque scimmie si agitavano freneticamente balzando ora da una parte ed ora dall’altra, urlando a squarciagola e scagliando frutta e foglie contro qualche nemico che non si poteva ancora scorgere, essendo il tronco di quella pianta avvolto fra un caos di liane.