Di quando in quando anzi si fermava e guardava sotto di sè mandando un eù-uu..... rauco che ripeteva più volte.

— Non vorrei trovarmi al posto delle scimmie, — mormorò Alvaro curvandosi verso il mozzo, il quale seguiva con vivo interesse la manovra della belva. —

— Che riesca a raggiungerle?

— S’arrampica meglio d’un gatto. Fra qualche minuto avrà la sua preda.

— E noi lo lascieremo commettere quell’assassinio?

— T’interessi per quelle scimmie?

Farò fuoco sull’animale ma dopo, quando si sarà impadronito della preda.

Così d’un colpo solo prenderemo l’una e l’altra. —

Il coguaro aveva raggiunto la cima del tronco e con un salto immenso si era slanciato fra i rami, cadendo così leggermente da non far nemmeno oscillare le foglie più vicine.

Le scimmie vedendolo così vicino si erano date alla fuga, cercando di raggiungere le cime più elevate, quando il coguaro, che non ci teneva a spingersi più su, con un secondo salto piombò sulla meno lesta spezzandole di colpo la colonna vertebrale prima e squarciandole poi il collo.