Con una zampa la rovesciò sul ramo per impedirle di cadere, poi applicò le labbra sulla ferita della gola, succhiando avidamente il sangue che sgorgava in abbondanza.
— A me ora, disse Alvaro.
Aveva puntato l’archibugio e stava mirando, quando udì un leggiero sibilo e vide un sottile cannello attraversare l’aria e piantarsi nel fianco sinistro del coguaro.
Questi aveva subito interrotto il suo pasto, guardandosi intorno.
Vedendo il cannello lo spezzò coi denti, poi si rimise a succhiare come se fosse stato punto da qualche mosca importuna.
Alvaro aveva abbassato prontamente il fucile.
— Una freccia, — mormorò agli orecchi del mozzo.
— L’ho veduta signore.
— Chi può averla lanciata? Un indiano di certo.
— Fuggiamo signore.