Alvaro aveva fatto uno sforzo supremo per non lasciarsi sfuggire un grido di sorpresa.
In quei due selvaggi aveva riconosciuto il capo degli Eimuri ed il ragazzo indiano che gli aveva servito d’interprete.
Come si trovava là quel maledetto antropofago? Aveva seguite le tracce dei due fuggiaschi smanioso di vendicarsi d’essere stato così destramente giuocato? Oppure era giunto presso la savana sommersa per puro caso, guidando qualche partita di cacciatori?
— Non muoverti, Garcia, — sussurrò Alvaro. — Corriamo il pericolo di venire mangiati.
Era uno spettacolo bellissimo. I guerrieri che venivano colpiti.... (Cap. XXV).
— Chi sono?
— Gli Eimuri.
— Ancora?