— La gamba funziona benissimo, — disse. — Sotto questo clima le guarigioni sono più rapide che in altri paesi. —

S’imbarcarono portando con loro la gravatana ed il fucile e presero le pagaie.

— Conducetemi innanzi a tutto là dove è avvenuto lo scontro, — disse il marinaio. — Voglio accertarmi coi miei occhi se gl’indiani sconfitti dagli Eimuri erano veramente dei Tupy.

— Che vi siano ancora gli Eimuri?

— Saranno occupati ad inseguire i loro avversarii e poi non sbarcheremo che dopo il tramonto del sole. —

Si misero a remare senza affrettarsi, avendo più di tre ore di tempo, procurando di tenersi sempre dietro le isolette onde non farsi scorgere dagli abitanti delle rive, dato il caso che ve ne fossero ancora.

Il sole tramontava dietro le alte piante dell’occidente quando giunsero nella piccola cala.

Sulle rive regnava un profondo silenzio. Nell’interno invece della foresta si udivano a echeggiare le urla acute e tristissime dei guarà.

— Buon segno, — disse il marinaio sbarcando.

— Perchè dite ciò? — chiese Alvaro.