Vi erano mescolati insieme Tupy ed Eimuri, ancora strettamente abbracciati, come se anche dopo morti cercassero di lottare.

— Sì, — disse poi. — Sono Tupy quelli che sono stati sconfitti dagli Eimuri. Li conosco benissimo dalle loro collane e dalle loro cicatrici.

Non vedete questo indiano che ha dei profondi intagli sulle braccia? Sette! Doveva essere un famoso guerriero.

— Perchè? — chiese Alvaro.

— Ogni cicatrice segna un nemico ucciso.

— Sono terribili dunque questi indiani?

— Guerrieri formidabili.

— Povero Garcia, — disse Alvaro con un sospiro. — Potremo noi giungere in tempo per salvarlo?

— Vi ho dettò che finchè non l’avranno ingrassato non correrà pericolo alcuno. Torniamo alla canoa, signor Viana.

Non sono ancora abbastanza forte per resistere alle marce.